Prima di continuare il viaggio sul ponte dell'arcobaleno dei 7 chakra e accompagnarvi alla scoperta del terzo centro energetico, oggi sento il bisogno di fare una piccola deviazione.
Una deviazione che, in realtà, ci riporta proprio alle fondamenta: il Primo Chakra, attraverso un racconto che parla di radici, identità e coraggio.
A novembre ho scritto un post sul primo film di Oceania in occasione dell’uscita di Oceania 2.
Ho ritenuto fondamentale parlarvi di Oceania perché lo trovo un film profondamente spirituale, capace di connettersi con un linguaggio sottile che trova un’identità nei chakra e nei cristalli.
A dimostrazione che sono consapevole di ciò che dico, oggi vi parlerò di Oceania 2.
Se ancora non l’avete visto, saltate questo post; se invece lo avete già visto, sono curiosa di sapere cosa ne pensate. Buona lettura!

Se avete letto il post sul primo film di Oceania, sapete che l’ho collegato al Quarto Chakra, e ho spiegato perché.
Il secondo film prosegue il viaggio evolutivo di Vaiana, che in realtà rappresenta — secondo me — il cammino che la Disney ci invita a intraprendere nella vita.
Il primo film ci suggerisce che il primo passo per evolvere e portare bellezza nel mondo è aprire il cuore, perché è proprio da lì che possiamo disintossicarci dalle emozioni dense, come la rabbia, che spesso finisce per identificarci.
L’accoglienza e l’accettazione sono i veri valori da portare nel mondo.
Nel secondo film, vediamo una Vaiana più matura: è diventata una navigatrice più consapevole, anche se non ancora esperta.
Iniziamo però a intravedere le sue doti da leader: forma la sua ciurma, si circonda di persone con qualità diverse, in grado di sostenerla nel suo viaggio.
La missione è chiara: trovare Motufetu e portarla in superficie. Solo così l’isola degli abitanti di Vaiana non scomparirà.
Ed è qui che entra in gioco il collegamento con un altro chakra fondamentale: il Primo Chakra, Muladhara, il chakra della radice.
È ormai evidente che Vaiana, in quanto navigatrice e connessa al mare (elemento simbolico delle emozioni), dopo aver aperto il cuore nel primo film, si trova ora ad affrontare il passato, le sue radici e il suo inconscio.
Il Primo Chakra risponde alla domanda:
Chi sono io?
È come se questo chakra dicesse:
“Io sono qui. Esisto. Ho un posto nel mondo. Ho il diritto di occupare spazio.”
Questo film parla profondamente dell’identità di Vaiana: ci parla di conoscere noi stessi per capire qual è il nostro posto nel mondo.
Sia in senso figurato che in senso fisico: se Vaiana non porta in superficie Motufetu, perderà la sua casa, la sua isola.
E l’isola è la metafora del nostro luogo sicuro, del senso di appartenenza, della nostra casa interiore.
Conoscere le proprie radici e il proprio passato costruisce la nostra identità.
Ma non solo.
Ci permette anche di onorare o trasformare ciò che abbiamo ereditato, per poi riappropriarci del nostro potere personale.
Il miglior modo per conoscere il nostro passato è scoprire cosa c’è nel nostro inconscio, capire a fondo chi siamo. Solo così possiamo posizionare, mattone dopo mattone, le fondamenta della nostra personalità.
(Ne ho parlato anche nel post dedicato al Primo Chakra.)
SPOILER ALERT
Nella scena in cui Vaiana tocca Motufetu, entra in contatto con ciò che non conosce e che deve portare in superficie. E lì, in quel momento, muore.
Questa è, a mio avviso, la scena più potente dopo quella in cui restituisce il cuore a Te Fiti.
La morte, nei Tarocchi, è l’archetipo della trasformazione e del cambiamento profondo.
Ed è qui che voglio citare le meravigliose pratiche che abbiamo a disposizione per conoscerci davvero:
la terapia, la nobile arte dei Tarocchi, l’analisi del tema natale, la meditazione e tutte le pratiche olistiche ed esoteriche che ci aiutano a rendere visibile ciò che è nascosto, a portare alla luce l’inconscio.
L’ossidiana è il cristallo più adatto da associare al secondo film di Oceania.
L’associo esattamente alla missione di Motufetu. Perché lo scopo è far riemergere ciò che è nascosto negli abissi del nostro inconscio.
L’ossidiana nera, come tutte le ossidiane, agisce sulle paure ed è un cristallo (per essere precisi è un vetro vulcanico) che aiuta a far emergere l’ombra.

Il passato si manifesta allora anche attraverso i nostri antenati: perché il passato va riconosciuto e accolto come una forza, non come un ostacolo.
Vaiana rinasce, e rinasce più forte.
Lo vediamo nel tatuaggio che appare sul suo corpo: ora è diventata una semidea, come Maui.
Il percorso che Vaiana compie tra il primo e il secondo film ci mostra che:
• Il primo passo per evolvere è aprire il cuore (Quarto Chakra)
• Il secondo è conoscere chi siamo (Primo Chakra)
E poi… arriva un indizio.
Dai titoli di coda possiamo intuire che ci sarà un Oceania 3, anche se non è stato ancora annunciato ufficialmente.
A mio parere, il viaggio tra i chakra non è ancora finito, e il prossimo film potrebbe esplorare il Terzo Chakra, Manipura.
Io credo che vedremo uno scontro tra Vaiana e Nalo, e che Vaiana, ora più consapevole di sé e delle proprie radici, sarà pronta a mostrare il suo potere al mondo.
Manipura, il chakra del plesso solare, ci invita proprio a questo: mostrare con sicurezza il nostro potere, la nostra luce, la nostra volontà.
Ora sono curiosa di sapere: avete colto anche voi ciò che ho visto io… o avete percepito altri simboli e messaggi? Raccontatemelo nei commenti, vi leggo!
Un abbraccio cristallino,
Isabel